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Domenica 05 Settembre 2010
Turismo "Fai da Te" rispettoso dell'ambiente alla scoperta dell'etnicità dei Sardi e del loro paradiso terreno
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ARCHEOASTRONOMIA IN SARDEGNA
 

L’intelligenza umana si è rivolta dapprima ai movimenti della luna poi a quelli del sole per capire in quale stagione si viveva. Si parla di metodi in uso nelle antichità primordiali che hanno anticipato quei sistemi primitivi di rilevamento dell’ombra solare (che hanno dato origine all’evolversi delle meridiane da noi conosciute) per comprendere i cicli delle stagioni, a prescindere dalla temperatura atmosferica.

Nella preistoria, o meglio nell’età del bronzo si osservava la posizione del sole per determinare quando dare inizio all’aratura e alla semina. Gli antichi di tutti i continenti avevano scoperto che il sole sorge ogni mattino in un punto diverso. Non solo. Avevano scoperto che il sorgere del sole si sposta da destra a sinistra per un certo periodo per poi cambiare da sinistra a destra. I popoli preistorici del Mediterraneo e tra questi i proto sardi, avevano scoperto gli estremi di questi due percorsi opposti che oggi noi, con gli strumenti moderni, misuriamo in 82°. Il sorgere del sole, all’estrema destra, è ciò che noi moderni definiamo solstizio d’inverno. Il sorgere del sole, all’estrema sinistra, è ciò che noi chiamiamo solstizio d’estate il cui giorno veniva celebrato ovunque dai popoli primevi.  Essi, gli antichi, si riferivano ai profili dei monti per localizzare il variare delle albe.Un’altra cosa avevano scoperto: quando il sole sorge sempre più a sinistra le giornate si allungano; quando sorge sempre più a destra le giornate si accorciano. Ma non basta. Gli antichi avevano localizzato anche i punti dove il sole sorge nell’equinozio di primavera e nell’equinozio d’autunno, ovvero le due albe che scandiscono l’ugualità tra il giorno e la notte.

Per i non appassionati di astronomia il solstizio d’inverno è l’alba del 22 dicembre, l’equinozio di primavera l’alba del 21 marzo, il solstizio d’estate l’alba del 21 giugno e l’equinozio di autunno l’alba del 23 settembre.

Molti monumenti preistorici europei sono orientati verso l’equinozio di primavera o il solstizio d’estate. In Sardegna alcuni pozzi sacri e tombe dei giganti sono direzionati verso l’alba dell’equinozio di primavera.

Il pozzo sacro di Santa Cristina di Paulilatino è orientato sull’equinozio di primavera e verso una particolare situazione lunare che avviene ogni 23 anni.

A Isili è consuetudine andare a vedere tramontare il sole del solstizio dandosi appuntamento sui resti di un nuraghe da cui si scorge il sole scomparire, all’orizzonte, sulla verticale del nuraghe Is Paras. La mattina dopo, sempre dallo stesso basamento o rudere di nuraghe, si scorge il sole sorgere sulla verticale di un terzo nuraghe. Ovviamente qualcuno dirà che è un puro caso. La maggioranza invece afferma che l’intelligenza dei popoli nuragici e il loro spirito di osservazione ha determinato la costruzione dei tre nuraghi proprio per individuare il solstizio d’estate.

Per favorire la comprensione dei lettori su quanto era importante per gli antichi capire, dai movimenti astrali (unico loro riferimento non disponendo dei nostri orologi), in quale stagione stavano vivendo, rammento che, nel 1999, è stato trovato a Nebra, in un area archeologica dell’età del bronzo, vicino a Lipsia, un disco in bronzo e oro del diametro di 32 centimetri. Studi accurati dei ricercatori di astrofisica hanno appurato trattarsi di un orologio astronomico del 1600 a.C. per l’armonizzazione del calendario solare con il calendario lunare. Il disco di Nebra è stato trovato a 25 km da Goseck dove è stato provato che gli uomini del quinto millennio sapevano osservare il moto degi astri: costellazioni, luna e sole. Il disco è la sintesi più recente (riferita alla preistoria) del susseguirsi delle conoscenze astronomiche e una conferma sulle intuizioni di molti che, oltre al sole e alla luna, era considerata la costellazione delle pleiadi. Ancora ai tempi nostri tale costellazione è il riferimento base per i viaggi notturni dei tuareg.

Casualmente, in Sardegna, ho scoperto: 1°) che le due tombe dei giganti di isarenas, in area di Urzulei, nella vallata dalla quale sorge Monte Novo San Giovanni (Orgosolo), sono direzionate, una verso l’equinozio di primavera e la seconda nell’equinozio di autunno; 2°) Il pozzo sacro “Su Tempiesu” di Orune è direzionato verso l’equinozio di primavera; 3°) la tomba dei Giganti della Giara di Siddi è rivolta verso l’equinozio di primavera; 4°) il nuraghe di Domusnovas e il Meurras del Lago di Tratalias hanno la parete piatta, non circolare, direzionata verso est (tale parete piatta, che raccorda con le due pareti circolari ai suoi estremi, suppongo potesse ospitare una meridiana preistorica).

Per intuizione, invece, ho scoperto che Monte Sirai di Carbonia è stato un antichissimo osservatorio archeologico da dove si osservava, traguardando la cerchia dei monti che gli fanno corona ad est, il moto del sole verso sinistra e verso destra. Le immagini che propongo ne sono la prova. Faccio osservare il particolare della direzione alla quale è rivolta il tempio, il cui muro centrale, presumo che indichi quella particolare situazione solare che tradizionalmente definiva l’inizio della semina dei cereali dopo l’aratura.

Per una maggiore comprensione faccio osservare che il calendario a cui facevano riferimento i sardi delle campagne, fino a quarant’anni fa,  indicava il mese di settembre quale inizio dell’anno agricolo. Nel Logudoro il mese di settembre veniva chiamato cabidanni mentre nel Campidano di Cagliari era chiamato cabudanni. I mesi del calendario sardo nel Logudoro (nord-est) e nel Campidano (centro-sud) erano chiamati in limba sarda (attenzione le quattro limbe sarde non sono dialetti ma lingue romanze derivate dal latino) come segue:

Limba Logudorese 
Lingua Italiana
Limba Campidanese
 
Bennarzu
Gennaio 
Gennariu
Frearzu  
Febbraio 
Friarzu
Martu 
Marzo
Martzu
Abrile 
Aprile
Abrili
Mayu   
Maggio
Mayu
Lampadas 
Giugno
Lampadas
Triulas 
Luglio
Arjolas
Austu 
Agosto
Austu
Cabidanni  
Settembre
Cabudanni
Santu aini 
Ottobre
Ladamini
Sant’andria
Novembre
Donnyasantu
Nadale  
Dicembre
Paskixedda o Idas (veglia)

 

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®© Testi, disegni e foto di Caterno Cesare Bettini
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